Appello al Governo e al Parlamento italiano per l’introduzione della limitazione automatica della velocità sui veicoli a motore (intelligent speed adaptation)

 

Nonostante i significativi progressi ottenuti nella sicurezza stradale, anzi forse proprio grazie a tali progressi, è molto cresciuta la consapevolezza della insostenibilità sociale dei morti e dei feriti provocati dagli incidenti, per i quali ancora oggi in Italia ogni anno perdono la vita 3400 persone (dati 2013). Più del 42% di quelle morti, contro una media europea del 33%, avviene sulle strade urbane dove la metà è rappresentata da pedoni e ciclisti.

Questa consapevolezza si è tradotta nella cosiddetta “visione 0”, fatta propria da molti paesi nel mondo, secondo la quale l’unico obiettivo accettabile che la collettività può darsi è quello dell’eliminazione totale dell’incidentalità grave sulle strade.

La realizzazione di questo obiettivo comporta una profonda evoluzione tecnologica dei veicoli a motore, evoluzione che richiederà ancora diversi anni per essere completata; tuttavia già con le attuali tecnologie possono essere raggiunti importanti effetti di riduzione dell’incidentalità grave, come ben dimostra l'introduzione del tutor sulle autostrade dove ha ridotto il tasso di mortalità di oltre il 70%.

Il provvedimento che appare più semplice da introdurre e allo stesso tempo più efficace è l’installazione sui veicoli di un dispositivo di controllo ‘intelligente’ di velocità che si adatti automaticamente ai limiti vigenti sulle diverse categorie di strade.

Già a partire dagli anni ’90 tale dispositivo (ISA, intelligent speed adaptation) è stato a più riprese analizzato, valutato e anche sperimentato in diversi paesi, con esiti sempre positivi in termini sia di abbattimento dell’incidentalità, che arriverebbe a dimezzarsi, sia di riduzione dei consumi e delle emissioni, sia infine di regolarità e fluidità del traffico.

I limiti delle tecnologie allora disponibili, i costi necessari per superarli e una forse eccessiva preoccupazione circa l’accettabilità sociale e l’impatto sull’industria dell’automobile sembrano essere i motivi che ne hanno frenato sino ad oggi l’introduzione.

La situazione attuale è profondamente differente, sia per il perfezionamento e la ampia diffusione delle tecnologie necessarie (navigatori satellitari, controllo elettronico del motore), sia per la nuova consapevolezza sopra ricordata; gli impedimenti all’introduzione dell’ISA possono quindi essere considerati superati o facilmente superabili. La mancata adozione pertanto non solo non trova alcuna giustificazione razionale, ma pone oggi un problema di responsabilità oggettiva da parte dei decisori pubblici per le morti e le sofferenze che si potrebbero altrimenti evitare.

La recente Legge Delega per la riforma del Codice della Strada già offre importanti aperture in questa direzione, aperture che possono essere ulteriormente rafforzate; siamo tuttavia consapevoli del fatto che i passaggi tecnici e normativi che occorre ancora compiere per arrivare alla concreta attuazione di un tale intervento non sono né semplici né immediati.

Per questo chiediamo al Governo e al Parlamento: 

a) di riprendere, valutare e sviluppare in tempi rapidi una proposta operativa di introduzione di dispositivi ISA sui veicoli e;

b) di attivare contemporaneamente una iniziativa in sede europea per estendere e coordinare tale azione con gli altri Stati membri.

Chiediamo che a questa richiesta si associno le Istituzioni, gli Enti Locali, le Associazioni, il mondo dell’Educazione e della Cultura, le Imprese e tutti i soggetti pubblici e privati che intendono attraverso questa iniziativa contribuire a costruire un Paese più civile.