E se capita di dover portare qualcuno d’urgenza all’ospedale?

La ricerca delle adesioni all’appello “unfilodisicurezza” sta incontrando una straordinaria condivisione delle sue ragioni e, di converso, una sostanziale e per certi versi sorprendente assenza di posizioni avverse.
Sembra quasi di stare chiedendo una cosa tanto ovvia da non dover nemmeno essere spiegata, e questo rende ancora più stridente il contrasto tra quello che la gente si aspetta –la sicurezza sulle strade- e quello che il mercato ancora vende, cioè una irrealizzabile e irragionevolmente pericolosa promessa di velocità.

L’unica perplessità che, frequentemente, si raccoglie nel corso delle discussioni sembra essere quella dei problemi che la limitazione di velocità potrebbe causare nei casi di emergenza; perplessità tanto frequente da meritare uno specifico approfondimento.

Precisiamo anzitutto di dover limitare la fattispecie dell’emergenza a quella sanitaria, lasciando quella dell’inseguimento da parte di malavitosi o simili eventi al mondo delle fiction.
Ciò premesso, l’eventualità di essere davvero costretti a effettuare trasporti di urgenza con il proprio mezzo deve  essere considerata solo in casi assolutamente eccezionali e in assenza di qualunque possibile alternativa.

Anzitutto va ricordato che per non incorrere nel reato di omissione di soccorso, al cittadino che assista ad incidenti è sufficiente allertare il 118. Egli è poi responsabile - sotto il profilo civile e penale- di eventuali danni causati all'infortunato stesso.
Può quindi prestare, se in grado e se dispone delle conoscenze adeguate, un primo soccorso all'infortunato, ma deve astenersi da interventi maldestri che possono risultare pregiudizievoli sia per l'infortunato, sia per il soccorritore improvvisato, sia per terzi eventualmente coinvolti; e uno dei modi più sicuri per farlo è proprio quello di decidere il trasporto ‘in proprio’.
La prima operazione da fare è infatti quella della cosiddetta ‘stabilizzazione’ del paziente, operazione che va fatta, se necessaria, prima del trasporto. Gli equipaggi delle ambulanze sono addestrati proprio per fornire tale assistenza e se del caso a replicarla poi durante il trasporto (le ambulanze ormai non sono solo mezzi di trasporto, ma veri e propri minireparti di pronto soccorso), con interventi che spesso risultano decisivi per la sopravvivenza della persona soccorsa o per non causare ulteriori danni all’infortunato  (si pensi a lesioni della colonna vertebrale o a fratture scomposte…).
Un esempio ben frequente è quello di un arresto cardiocircolatorio per il quali i protocolli sanitari prevedono di iniziare il BLS (Basic Life Support) sul posto per trasferire il paziente solo successivamente e con mezzo che consenta di intervenire con nuove manovre anche durante il trasporto)
Quello che conta è pertanto il tempo di arrivo degli operatori di soccorso qualificati, e non quello dell’arrivo al pronto soccorso (il recente dramma della morte di Pino Daniele dovrebbe insegnare qualcosa a riguardo..).

Un secondo aspetto riguarda la scelta del recapito più opportuno che solo la centrale che gestisce le chiamate di emergenza può operare, al fine di indirizzare il trasporto verso le strutture più idonee a fornire il tipo di assistenza richiesta e con l’urgenza richiesta: vi possono essere strutture non adeguate al tipo di trattamento necessario, o in situazione  di difficoltà operativa…

Bisogna infine tenere presente che la riduzione dei tempi di percorrenza in ambito urbano deriva esclusivamente dal salto degli accodamenti e dalla precedenza presa nell’attraversamento degli incroci e mai dall’aumento della velocità massima, ed è assolutamente impossibile compiere queste manovre con mezzi non attrezzati e condotti da persone non addestrate senza esporsi a rischi elevatissimi.
E’ peraltro il caso di ricordare che (art.177 c. 2 del C.d.S) i conducenti dei veicoli di soccorso con lampeggianti e sirena azionati non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere -ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico-, ma devono comunque rispettare “..le regole di comune prudenza e diligenza".
Vien quasi da concludere come l’esistenza di un limitatore di velocità possa addirittura essere considerato positivamente in quanto evita a veicoli non equipaggiati e ad autisti non esperti comportamenti ancor più pericolosi.

In conclusione, l’eventualità di dover effettuare un trasporto di urgenza con un proprio veicolo  risulta e deve continuare a risultare del tutto eccezionale (quanti di noi si sono trovati in tale evenienza?), e l’eventuale maggior rischio connesso alla presenza di limitatori di velocità sugli autoveicoli -quand’anche esistente- appare del tutto irrilevante rispetto agli enormi rischi che tale comportamento di per sé già implica.

Riferisce Paolo Giachetti, ispettore di Polizia Municipale e promotore dell’appello, di aver fermato in una occasione un automobilista che voleva portare la moglie d’urgenza in ospedale e aver chiesto l’intervento del 118 sul posto: anche perché il soggetto in questione stava andando nella direzione sbagliata.
Infine, a supporto di tali considerazioni si riporta un brano colorito quanto ben esplicativo casualmente  trovato sul sito militariforum.it  quale parte di una discussione tra carabinieri che verteva proprio sull’argomento del trasporto di urgenza da parte di privati.

Un tale VxVendetta (sic!) così scriveva su quel forum:
«..sai quanto può essere pericoloso per la circolazione se corri in mezzo al traffico? Sai quanti morti potresti avere sulla coscienza? E se passano dei bambini sulle strisce e te gli bruci il rosso e fai patatrack di bambini? O se per evitarli prendi un palo e fai patatrack di te stesso? O se  prendi in pieno uno in rotonda perché gli neghi la precedenza?
Chiami il benedetto 118 e attendi istruzioni da loro, ricorda che nemmeno polizia e ambulanze corrono alla follia stile fast & furious. Ma scherziamo? Certe idee van cancellate dalla mente prima di averle
..»

Più chiaro di così….